TY  -  JOUR
AU  -  De Pascale, Adele
T1  -  Evoluzione, emozione, linguaggio e coscienza 
nell’approccio postrazionalista alla psicoterapia
PY  -  2011
Y1  -  2011-09-01
DO  -  10.1708/1009.10971
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  46
IS  -  5
SP  -  273
EP  -  280
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/05/21
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/1009.10971
N2  -  Un approccio cognitivista costruttivista e postrazionalista alla psicologia e alla psicopatologia, orientato in termini di processi sistemici complessi, sottolinea la stretta interdipendenza di processi quali l’evoluzione, l’emozione, il linguaggio e la coscienza. Con l’evoluzione si sarebbero specializzate e raffinate le emozioni – le cui basi biologiche condividiamo con i primati superiori – e con questo si sarebbe resa necessaria una sempre più astratta modalità di ordinare l’enorme mole di dati di cui il cervello poteva via via disporre. Le abilità cognitive radicate nella qualità emotiva della esperienza consentono, man mano che si sale nella scala filogenetica, forme sempre più complesse di riflessività, fino alla necessaria abilità di riconoscere l’intenzione dell’altro e di conseguenza di usare la possibilità di “mentire”. Il linguaggio – astratta abilità necessaria a fornire l’ordinamento di dati di esperienza sempre più numerosi, e probabilmente evolutasi a partire da competenze motorie – comporta di pari passo la possibilità, per un sistema conoscitivo, di avere coscienza di sé, e per far questo di doversi contemporaneamente “distaccare” da sé ovvero di dovere esperire una profonda condizione di solitudine. Ecco che il progressivo sviluppo delle abilità cognitive si lega alla possibilità di “ingannare” e di “autoingannarsi” di pari passo all’acquisizione di sempre più avanzati e ulteriori livelli di consapevolezza.
ER  -   
