TY  -  JOUR
AU  -  Luchini, Federica
AU  -  Lattanzi, Lorenzo
AU  -  Bartolommei, Natalia
AU  -  Cosentino, Luca
AU  -  Casamassima, Francesco
AU  -  Litta, Antonella
AU  -  Mauri, Mauro
AU  -  Cassano, Giovanni Battista
T1  -  Catatonia e sindrome maligna da neurolettici: condizioni cliniche diverse di uno stesso spettro? Descrizione di tre casi
PY  -  2012
Y1  -  2012-03-01
DO  -  10.1708/1069.11721
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  47
IS  -  2
SP  -  178
EP  -  185
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/05/11
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/1069.11721
N2  -  Obiettivi. Gli autori illustrano i casi di tre pazienti con disturbo bipolare che hanno sviluppato una sindrome maligna da neurolettici (SMN), durante trattamento con antipsicotici, sia tipici che atipici, approfondendo, in particolare, il rapporto tra SMN e catatonia. Metodo. In tutte le nostre pazienti, la somministrazione di antipsicotici è stata interrotta alla comparsa di febbre e dei primi segni di instabilità del sistema nervoso autonomo. Allo scopo di stabilizzare le condizioni cliniche generali sono state adottate misure terapeutiche di supporto, come la reidratazione, interventi di riequilibrio elettrolitico e di sostegno della pressione arteriosa, oltre alle opportune terapie antibiotica, antipiretica e anticoagulante. Il trattamento del quadro psicopatologico richiedeva invece un ciclo di terapia elettroconvulsivante (TEC), in combinazione con benzodiazepine (BDZ). Risultati. La tempestiva adozione di terapie di supporto, concordate con l’intervento coordinato e integrato di specialisti di altre branche mediche (internista, cardiologo, infettivologo, anestesista), ha consentito di ridurre l’alto rischio di complicanze e la mortalità, associati con la SMN, mentre il trattamento combinato TEC e BDZ è risultato risolutivo per la remissione del quadro psicopatologico. Discussione. I casi descritti sembrano fornire ulteriori evidenze sull’appartenenza di catatonia e SMN a uno spettro unico di malattia. In una paziente, infatti, la SMN ha complicato un preesistente quadro catatonico, mentre negli altri due casi sintomi catatonici sono residuati dopo risoluzione della SMN. A ogni modo la somministrazione di antipsicotici ha comportato in prima istanza l’insorgenza o l’aggravamento di alterazioni della psicomotricità di tipo catatonico, a supporto dell’ipotesi che la catatonia indotta da neurolettici possa rappresentare una fase della progressione del quadro clinico verso la SMN. La nostra esperienza conferma, inoltre, l’efficacia e la sicurezza dell’uso della TEC, in combinazione con BDZ, nel trattamento della SMN e degli stati catatonici residui.
ER  -   
