TY  -  JOUR
AU  -  Tundo, Antonio
AU  -  Proietti, Luca
AU  -  Cavalieri, Paola
T1  -  Farmaci plus psicoterapia nel trattamento dei disturbi dell’umore 
in comorbilità con disturbi di personalità. 
Una revisione della letteratura
PY  -  2012
Y1  -  2012-05-01
DO  -  10.1708/1128.12445
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  47
IS  -  3
SP  -  226
EP  -  230
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/05/29
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/1128.12445
N2  -  Scopo. Le linee-guida dell’American Psychiatric Association suggeriscono, in caso di comorbilità tra disturbi dell’umore e di personalità, di ricorrere all’associazione di farmaci e psicoterapia. Obiettivo del presente lavoro è valutare, in base ai dati presenti in letteratura, l’efficacia di questa associazione e, secondariamente, verificare se la risposta è influenzata dal tipo di disturbo di personalità, dall’orientamento della psicoterapia seguita o dalla modalità di associazione dei due trattamenti. Materiali e metodi. Lo studio è basato su una revisione della letteratura rilevante in lingua inglese pubblicata fino a febbraio 2011, condotta con una ricerca elettronica attraverso PubMed. Le parole chiave utilizzate sono: “major depressive disorder”, “bipolar depression”, “personality disorder”, “comorbidity”, “epidemiology”, “combined therapy”, “sequential therapy”. Gli studi sono suddivisi in base alle modalità di associazione dei due trattamenti: simultanea, sequenziale di potenziamento (le due terapie sono associate in caso di fallimento della monoterapia) e sequenziale orientata alla fase (terapia farmacologica in fase acuta, psicoterapia in fase di mantenimento). Risultati. I sei studi individuati indicano che, nelle forme unipolari, l’associazione farmaci e psicoterapia non aumenta significativamente le percentuali di remissione dalla fase acuta ma è comunque superiore alla monoterapia con antidepressivi in termini di accelerazione dei tempi di risposta, di recupero del funzionamento sociale e di miglioramento delle dimensioni sensibilità interpersonale e aggressività. Sia nelle forme unipolari, sia in quelle bipolari l’associazione farmaci e psicoterapia è più efficace della sola terapia farmacologica nel ridurre il rischio di recidive. Discussione. Le evidenze presenti in letteratura, seppur limitate e non generalizzabili, suggeriscono l’utilità dell’associazione farmaci e psicoterapia nei pazienti con disturbi dell’umore in comorbilità con disturbi di personalità. In questi pazienti, al contrario di quanto accade in quelli senza comorbilità di asse II, la modalità di associazione di farmaci e psicoterapia non sembra influenzare la risposta.
ER  -   
