TY  -  JOUR
AU  -  Mastronardi, Vincenzo
AU  -  De Vita, Luana
AU  -  Umani Ronchi, Federica
T1  -  Alcune ricerche italiane sul fenomeno del figlicidio
PY  -  2012
Y1  -  2012-07-01
DO  -  10.1708/1140.12565
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  47
IS  -  4
SP  -  11
EP  -  16
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/04/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/1140.12565
N2  -  In questo lavoro sul fenomeno del figlicidio strutturato sulla scorta della disamina di centinaia di casi dal 1880 fino al 2010, sono state prese in considerazione le 5 cause, dal figlicidio altruistico a quello a elevata componente psicotica, a quella del bambino indesiderato, al figlicidio accidentale, fino a giungere al figlicidio per vendetta del coniuge. In seguito all’osservazione di 530 psicobiografie, dalla precedente Classificazione di Resnick del 1969, si è poi giunti a una più articolata tipizzazione suddividendo le madri infanticide sulla scorta del loro movente e/o della loro psicopatologia in 20 categorie: le prime 10 comportano la franca imputabilità per stressor event, per pietas, per immaturità della madre, perché trattasi di bambino iperattivo, perché figlio della colpa, per sindrome di Medea, per disturbo dipendente, narcisistico oppure istrionico di personalità, perché figlio indesiderato, per depressione, per disturbi comportamentali legati all’assunzione di droga e poi, lì dove può sussistere compromissione dell’imputabilità, per psicosi post partum (normalmente del disturbo psicotico breve), fundus isterico + fattori precipitanti, depressione maggiore, schizofrenia, stato crepuscolare oniroide, disturbo psicotico dovuto a una condizione medica generale, epilessia, oligofrenia, sclerosi a placche e personalità multipla, anche se quest’ultima comparirebbe come abbastanza rara. La disamina delle cause di morte conclude il lavoro.
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