TY  -  JOUR
AU  -  Mastronardi, Vincenzo
AU  -  Desimoni, Luis Maria
AU  -  Ventura, Nicoletta
T1  -  Imputabilità, coscienza morale e psicopatologia. Profili comparatistici internazionali
PY  -  2012
Y1  -  2012-07-01
DO  -  10.1708/1140.12566
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  47
IS  -  4
SP  -  17
EP  -  25
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/05/01
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/1140.12566
N2  -  Il lavoro prende in considerazione i concetti di intenzionalità, discernimento, volontà, consapevolezza e i relativi studi scientifici, psicologici, psichiatrici e neurofisiologici, ivi incluso il concetto di “coscienza morale” e di evoluzione degli standard morali, ben delineati da Kolberg e Piaget. Non mancano diversi riferimenti a una prospettiva “psicopatologica”, per la quale il vizio di mente è indipendente dall’accertamento di un substrato organico e di una sua classificazione nella nosografia ufficiale (si è affermato, quindi, che, “se è esatto che il vizio di mente può sussistere anche in mancanza di una malattia di mente tipica, inquadrata nella classificazione scientifica delle infermità mentali, è pur sempre necessario che il vizio parziale discenda da uno stato morboso, dipendente da un’alterazione patologica clinicamente accertabile” (così Cass, Sez. I, n. 9739/1997). Il concetto di infermità, quindi, si allarga, fino a comprendere non solo le psicosi organiche, ma anche i disturbi morbosi dell’attività psichica, come le psicopatie, le nevrosi, i disturbi dell’affettività: oggetto dell’indagine, quindi, non è più la persona-corpo, ma la persona-psiche. Nella scienza psichiatrica attuale sono presenti orientamenti che affermano un “modello integrato” della malattia mentale, in grado di spiegare il disturbo psichico sulla base di diverse ipotesi esplicative della sua natura e della sua origine: trattasi, in sostanza, di “una visione integrata, che tenga conto di tutte le variabili, biologiche, psicologiche, sociali, relazionali, che entrano in gioco nel determinismo della malattia”, in tal guisa superandosi la visione eziologica monocausale della malattia mentale, pervenendosi a una concezione “multifattoriale integrata”.
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