TY  -  JOUR
AU  -  Frascarelli, Marianna
AU  -  Paolemili, Marco
AU  -  Gallo, Mariana
AU  -  Parente, Fabrizio
AU  -  Biondi, Massimo
T1  -  Discinesia tardiva: diagnosi, valutazione e terapia
PY  -  2013
Y1  -  2013-05-01
DO  -  10.1708/1292.14287
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  48
IS  -  3
SP  -  187
EP  -  196
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/05/22
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/1292.14287
N2  -  La discinesia tardiva è un effetto collaterale potenzialmente irreversibile degli antipsicotici. Nella forma classica è caratterizzata da movimenti ipercinetici involontari soprattutto a carico dei muscoli mimici e masticatori. L’ipotesi fisiopatologica principale ritiene che alla base del disturbo vi sia la sovraespressione dei recettori D2 nel corpo striato come risposta al blocco dopaminergico mediato dai neurolettici, in particolare di vecchia generazione. Poiché fortunatamente non tutti i pazienti vanno incontro a questo grave effetto avverso, numerosi sforzi sono stati condotti nel cercare di delinearne i fattori di rischio, così da provare a prevenire la discinesia tardiva somministrando dosi minori di neurolettici nei soggetti vulnerabili. L’età avanzata, il sesso femminile, l’abitudine al fumo, il diabete mellito e l’abuso alcolico sono fattori di rischio noti. Dibattuto è invece il ruolo del tipo di disturbo psichiatrico. Poiché è stata osservata una relazione diretta tra dose complessiva di antipsicotico e durata del trattamento, gli studi più recenti sono indirizzati a individuare i fattori che contribuiscono ad aumentare le concentrazioni plasmatiche del farmaco, quali i polimorfismi genetici degli enzimi metabolizzatori che codificano per varianti enzimatiche con attività diminuita.
ER  -   
