TY  -  JOUR
AU  -  Costantini, Anna
AU  -  Picardi, Angelo
AU  -  Brunetti, Serena
AU  -  Trabucchi, Guido
AU  -  Bersani, Francesco Saverio
AU  -  Minichino, Amedeo
AU  -  Marchetti, Paolo
T1  -  La versione italiana della Demoralization Scale: uno studio di validazione
PY  -  2013
Y1  -  2013-05-01
DO  -  10.1708/1292.14291
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  48
IS  -  3
SP  -  234
EP  -  239
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/05/22
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/1292.14291
N2  -  Obiettivo. Demoralizzazione e stati depressivi sono molto comuni nel campo delle patologie organiche croniche. Lo scopo del presente studio è di valutare l’attendibilità e le proprietà psicometriche della versione italiana della Demoralization Scale (DS) in un campione di pazienti oncologici. Metodi. La versione italiana della DS è stata somministrata a un campione composto da 100 pazienti affetti da tumori eterogenei per origine e stadiazione. Ai pazienti sono state inoltre somministrate le seguenti scale: Patient Health Questionnaire, Beck Depression Inventory (BDI) e Mini-Mental Adjustment to Cancer (MAC); inoltre, è stato valutato dai medici il Karnofsky Performance Status Scale. Risultati. Il punteggio medio della DS era 23,9±14,5. Lo studio ha mostrato una buona affidabilità e una buona consistenza interna sia per la DS nel suo complesso (?=0,90) sia per le cinque dimensioni rappresentate da perdita di significato e scopo nella vita (?=0,69), disforia (?=0,72), scoraggiamento (?=0,84), impotenza (?=0,50) e senso di fallimento (?=0,74). I risultati hanno mostrato correlazioni significative tra il punteggio totale della DS e la BDI (r=0,74), nonché tra i diversi fattori della DS e la BDI: perdita di significato e scopo nella vita r=0,64; disforia r=0,55, scoraggiamento r=0,71; impotenza r=0,51; senso di fallimento r=0,46. Correlazioni positive sono anche state riscontrate tra il punteggio totale della DS e la scala “hopelessness” della MAC (r=0,51). Secondo diversi valori cut-off, tra 28 e 32 pazienti presentavano alti livelli di demoralizzazione e 40 pazienti erano moderatamente demoralizzati. Tra 6 e 20 pazienti erano altamente demoralizzati ma non clinicamente depressi; tra 16 e 31 pazienti erano moderatamente demoralizzati ma non clinicamente depressi. Conclusioni. Questo studio evidenzia la validità e l’attendibilità della versione italiana della DS e conferma l’ipotesi dell’indipendenza ontologica della demoralizzazione rispetto alla depressione.
ER  -   
