TY  -  JOUR
AU  -  De Michele, Francesco
AU  -  Caredda, Maria
AU  -  Delle Chiaie, Roberto
AU  -  Salviati, Massimo
AU  -  Biondi, Massimo
T1  -  Hikikomori (ひきこもり): una culture-bound syndrome nell’era 
del web 2.0
PY  -  2013
Y1  -  2013-07-01
DO  -  10.1708/1319.14633
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  48
IS  -  4
SP  -  354
EP  -  358
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/03/14
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/1319.14633
N2  -  Nel 1998, dallo psichiatra giapponese Tamaki Sait¯o, è stato coniato il termine hikikomori, a indicare una condizione caratterizzata da uno stato di evitamento del contatto sociale (educazione, lavoro, amicizie), con un persistente ritiro nella propria residenza per almeno 6 mesi, in conseguenza di diversi fattori. Inizialmente questo disturbo è parso legato al particolare contesto socio-culturale, ma negli ultimi anni si è assistito al verificarsi di alcuni casi di comportamento hikikomori anche in altri paesi, geograficamente e culturalmente lontani dal Giappone. È ipotizzabile che tale diffusione sia riconducibile alla rivoluzione culturale rappresentata dalla comunicazione di massa dell’era di internet; in particolare sembrerebbe strettamente legata all’immediatezza e alla diffusione del web 2.0, quello dei social network. Presentiamo, dunque, un caso di comportamento hikikomori giunto alla nostra osservazione: M. è un uomo di 28 anni, che, da quasi 10 anni vive in uno stato di pressoché totale isolamento. Mantiene contatti con il mondo esterno quasi esclusivamente attraverso Internet. I contatti con psichiatri e psicologi avuti nel corso della sua vita (iniziati all’età di 7 anni) non hanno mai dato risultati soddisfacenti. Il caso di M. rappresenta, a nostra conoscenza, il primo caso di hikikomori descritto in Italia.
ER  -   
