TY  -  JOUR
AU  -  Amianto, Federico
AU  -  Bellicanta, Anna
AU  -  Bergui, Giovanna C.
AU  -  Zuccolin, Maria
AU  -  Abbate-Daga, Giovanni
AU  -  Fassino, Secondo
T1  -  Crescere con una malattia cardiaca congenita: 
outcome neurocognitivi, psicopatologici e qualità di vita
PY  -  2013
Y1  -  2013-11-01
DO  -  10.1708/1379.15336
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  48
IS  -  6
SP  -  415
EP  -  431
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/05/30
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/1379.15336
N2  -  Progressi medici e chirurgici consentono a un numero molto elevato di bambini affetti da una malattia cardiaca congenita (CHD, circa l’1% dei neonati) di raggiungere l’età adulta. Questa popolazione di giovani pazienti apre nuove sfide alla gestione clinica, come la valutazione e l’ottimizzazione del loro funzionamento psicosociale e di qualità della vita. I dati riguardanti l’adattamento neurocognitivo e psicopatologico, di personalità e di qualità della vita dei pazienti con CHD sono abbastanza estesi, ma ancora insufficienti per guidare gli approcci gestionali di questi soggetti e per affrontare i numerosi problemi emergenti. La presente rassegna analizza ampiamente la letteratura scientifica per scoprire le variabili che possono influenzare lo sviluppo dei bambini CHD. Emerge un processo multifattoriale coinvolto nel produrre esiti inadeguati del neurosviluppo cognitivo in molti pazienti. Nonostante i tentativi di definire i fattori di rischio, le attuali ricerche non consentono conclusioni definitive circa le determinanti di tali problemi di sviluppo. Migliorare l’esito esistenziale per i soggetti con CHD è possibile soltanto se vengono condotti interventi adeguati. Infatti, la psicopatologia e la qualità della vita nei soggetti con CHD possono risultare anche migliori di quelle dei soggetti normali se è adeguatamente supportata l’elaborazione della loro malattia. Se da un lato i fattori genetici possono contribuire a evoluzioni sfavorevoli suggerendo la necessità di un riconoscimento precoce dei soggetti a rischio, altre ricerche devono tuttavia essere indirizzate a individuare i fattori protettivi e di rischio relativi alla personalità e agli aspetti ambientali e relazionali connessi allo sviluppo dei soggetti CHD.
ER  -   
