TY  -  JOUR
AU  -  Albert, Umberto
AU  -  De Cori, David
AU  -  Blengino, Giovanni
AU  -  Bogetto, Filippo
AU  -  Maina, Giuseppe
T1  -  Trattamento con litio e potenziali effetti collaterali a lungo termine: 
una revisione sistematica della letteratura
PY  -  2014
Y1  -  2014-01-01
DO  -  10.1708/1407.15620
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  49
IS  -  1
SP  -  12
EP  -  21
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/04/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/1407.15620
N2  -  Introduzione e scopo. Il trattamento con litio è la prima scelta nel trattamento del disturbo bipolare (DB). Esistono però problematicità di gestione e collateralità che ne limitano l’impiego. Scopo del presente lavoro è revisionare la letteratura circa potenziali collateralità associate al trattamento a lungo termine con litio. Materiali e metodi. Abbiamo effettuato una ricerca computerizzata attraverso PubMed/Medline da gennaio 1980 a febbraio 2013 per identificare tutti gli studi che avessero analizzato la relazione fra trattamento a lungo termine con litio e potenziali collateralità. Risultati. Il trattamento a lungo termine con litio è associato a una riduzione della capacità di concentrazione urinaria, con poliuria, polidipsia e diabete insipido nefrogenico (che si sviluppa precocemente nel 10-40% dei pazienti); comporta inoltre una riduzione della capacità di filtrazione renale, che può esitare in insufficienza renale nello 0,5% dei pazienti. A livello tiroideo determina un aumento del TSH, con rischio di ipotiroidismo che appare incrementato di circa sei volte rispetto ai controlli. Meno noto è l’aumento di PTH e calcio, che si verifica in una proporzione significativa di pazienti. Infine, può determinare una riacutizzazione di psoriasi, verosimilmente in soggetti geneticamente predisposti. Conclusioni. Il litio è un presidio fondamentale per il trattamento del DB. Per la corretta gestione del paziente bipolare bisogna conoscerne i potenziali effetti a lungo termine per poterli gestire al meglio, spesso in collaborazione con altri specialisti. Il consulto di uno specialista deve, nella maggior parte dei casi, avere l’obiettivo di gestire gli effetti a lungo termine, mentre la decisione se continuare o sospendere il trattamento deve rimanere di competenza dello psichiatra.
ER  -   
