TY  -  JOUR
AU  -  Graffino, Marco
AU  -  Montemagni, Cristiana
AU  -  Mingrone, Cinzia
AU  -  Rocca, Paola
T1  -  Antipsicotici a rilascio prolungato nel trattamento della schizofrenia: una revisione della letteratura
PY  -  2014
Y1  -  2014-05-01
DO  -  10.1708/1551.16905
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  49
IS  -  3
SP  -  115
EP  -  123
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/05/12
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/1551.16905
N2  -  Introduzione. I farmaci antipsicotici sono fondamentali nel trattamento della schizofrenia e l’assunzione di una costante e continua farmacoterapia è importante per il controllo dei sintomi e per la prevenzione delle ricadute. Tuttavia i tassi di non-aderenza in questo disturbo variano tra il 40% e il 90%. L’introduzione degli antipsicotici a rilascio prolungato (LAI) aveva come primo obiettivo il superamento della scarsa aderenza. Scopo. La presente revisione si focalizza sul ruolo dei LAI nel trattamento della schizofrenia, in particolare sugli antipsicotici di nuova generazione. È stata indagata la letteratura esistente, con particolare attenzione alle evidenze cliniche e sono stati esaminati sia i vantaggi sia gli svantaggi di questo tipo di trattamento. Risultati. Evidenze cliniche suggeriscono che il trattamento con LAI si associ a migliore aderenza, migliore outcome e ridotto numero di riospedalizzazioni. I LAI garantiscono una maggiore biodisponibilità, una correlazione più prevedibile tra dose del farmaco e concentrazioni plasmatiche, un migliore profilo farmacocinetico permettendo la prescrizione di dosaggi minori con conseguente minore rischio di effetti collaterali. Gli antipsicotici di prima generazione LAI (FGA-LAI) condividono con i rispettivi composti orali un’aumentata suscettibilità a indurre sintomi extrapiramidali e discinesia tardiva, con minime differenze tra i composti. Gli antipsicotici di seconda generazione LAI (SGA-LAI), come le rispettive formulazioni orali, hanno rispetto a FGA-LAI il vantaggio di non causare disturbi del movimento, ma il loro uso è complicato dal rilascio ritardato (risperidone) e dal rischio della sindrome post-iniezione (olanzapina). Discussione e conclusioni. Nonostante i vantaggi individuati, i LAI non sono ancora utilizzati come ci si aspetterebbe. Una possibile spiegazione è imputabile ai clinici, influenzati da erronee convinzioni (per es., che il paziente non accetti questo tipo di trattamento) e informazioni (per es., aumentato rischio di effetti collaterali). Le attuali linee-guida sul trattamento della schizofrenia consigliano l’utilizzo dei LAI nei pazienti che hanno dimostrato non-aderenza o ricorrenti ricadute legate alla scarsa o assente aderenza alla terapia e sottolineano l’importanza della preferenza del paziente. È pensabile che la prescrizione di LAI aumenterà nei prossimi anni sia per una maggiore disponibilità di SGA-LAI sia per il crescente utilizzo di trattamenti obbligatori anche extra-ospedalieri.
ER  -   
