TY  -  JOUR
AU  -  Anselmi, Nino
AU  -  Alliani, Daniela
AU  -  Ghini, Francesca
T1  -  Psicofisiopatologia del suicidio in carcere: 
un contributo in termini di prevenzione
PY  -  2014
Y1  -  2014-11-01
DO  -  10.1708/1766.19134
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  49
IS  -  6
SP  -  288
EP  -  291
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/05/21
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/1766.19134
N2  -  Il suicidio in ambiente detentivo è un fenomeno che interessa sia detenuti che operatori e, tra questi, soprattutto quelli della polizia penitenziaria. Attualmente, in termini di prevenzione, l’interesse si sta spostando da un’eziologia essenzialmente endogena a una esogena, in quanto sta emergendo una criticità del sistema che ha origine nella mancanza di conoscenza del “soggetto detenuto”. Questo lavoro tralascia statistiche e modelli di rilevamento per guardare a tutti quei comportamenti che fanno parte dell’ambito suicidario, anche se l’atto suicidario non è autentico. Questo modo di vedere permette di individuare le aree di rischio e non si limita a guardare “all’evento morte”. Il suicidio è un fenomeno strettamente soggettivo e ogni tentativo di definizione risulterà insoddisfacente e riduttivo. L’unica certezza che si può cogliere nell’analisi del suicidio è la necessità di approfondimento sia del comportamento che lo precede, sia dei fattori endogeni ed esogeni. Per comprendere meglio il fenomeno suicidario in carcere è necessario prendere coscienza dell’azione che un’istituzione totalizzante ha sull’individuo.
ER  -   
