TY  -  JOUR
AU  -  Goracci, Arianna
AU  -  Valdagno, Marta
AU  -  Maltinti, Elisa
AU  -  Sillari, Silvia
AU  -  Fagiolini, Andrea
T1  -  Benefici e potenziali rischi dell’utilizzo di antidepressivi in gravidanza: una revisione della letteratura
PY  -  2015
Y1  -  2015-05-01
DO  -  10.1708/1910.20792
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  50
IS  -  3
SP  -  118
EP  -  126
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/04/29
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/1910.20792
N2  -  Scopo. La gravidanza è considerata un periodo ad alto rischio per lo sviluppo di un disturbo depressivo nelle donne, in particolare in quelle affette da un preesistente disturbo affettivo. L’uso di antidepressivi potrebbe essere responsabile di malformazioni congenite associate all’esposizione ad antidepressivi durante la gestazione e di fenomeni di tossicità neonatale. Scopo di questo lavoro è di revisionare la letteratura prendendo in esame le varie molecole utilizzate in gravidanza e la relazione con il possibile sviluppo di malformazioni congenite e patologie neonatali; in particolare ci siamo soffermati sulla valutazione del rischio/beneficio nella somministrazione di uno psicofarmaco, dell’eventuale teratogenicità e del passaggio placentare. Materiali e metodi. Abbiamo effettuato una ricerca computerizzata attraverso PubMed dei vari articoli pubblicati dal 1996 al 2014 identificando gli studi che hanno mostrato una relazione fra trattamento con antidepressivi in gravidanza ed effetti teratogeni e di tossicità a breve e lungo termine. Risultati. La revisione degli studi di farmacovigilanza indica che la maggior parte degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina ha un rischio teratogenico sostanzialmente sovrapponibile a quello dei controlli non esposti. Per altri antidepressivi (triciclici, mirtazapina, venlafaxina, escitalopram, duloxetina) le evidenze sul livello di rischio sono ancora numericamente poco consistenti e necessitano di essere chiarite da ulteriori studi di farmacovigilanza. Conclusioni. Nonostante la mancanza di linee-guida per il trattamento dei disturbi depressivi in gravidanza, in letteratura sono oggi disponibili informazioni clinicamente rilevanti che rendono la valutazione del rapporto rischio/beneficio del trattamento antidepressivo in gravidanza meno approssimativo e più razionale rispetto al passato.
ER  -   
