TY  -  JOUR
AU  -  Biondi, Massimo
AU  -  Iannitelli, Angela
AU  -  Ferracuti, Stefano
T1  -  Sull’imprevedibilità del suicidio
PY  -  2016
Y1  -  2016-09-01
DO  -  10.1708/2476.25882
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  51
IS  -  5
SP  -  167
EP  -  171
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/05/08
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/2476.25882
N2  -  Il suicidio è divenuto una delle principali ragioni di procedimenti di responsabilità professionale per gli psichiatri. Si è diffusa la convinzione che il suicidio sia espressione sistematica di malattia mentale e che, come per molte malattie, sia prevenibile con mezzi idonei. Non vi sono, invece, dati di ricerca che consentano di affermare l’identificazione di variabili certe o clinicamente valide per identificare il rischio di suicidio, anche in persone che hanno già compiuto un tentativo di suicidio. Purtroppo queste convinzioni hanno condotto e conducono a giudizi di responsabilità professionale per gli psichiatri che non sono fondati su dati scientifici ma su esigenze sociali legate ai sentimenti di frustrazione e impotenza che si sviluppano dopo un suicidio e alla spinta a risarcire in qualche modo la famiglia della vittima di suicidio. Il suicidio è un fenomeno troppo complesso per poter essere riportato a una causalità al di là di ogni ragionevole certezza come, invece, richiesto dal Diritto Penale, né può essere affrontato con una progressiva perdita di libertà da parte dei pazienti.
ER  -   
