TY  -  JOUR
AU  -  Cimbolli, Paola
AU  -  Quiñones, Álvaro
AU  -  Ugarte, Carla
AU  -  De Pascale, Adele
T1  -  Studio pilota sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione in età 
pediatrica e i disturbi dell’umore: comorbilità o tratti prodromici?
PY  -  2017
Y1  -  2017-01-01
DO  -  10.1708/2631.27052
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  52
IS  -  1
SP  -  32
EP  -  39
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/04/29
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/2631.27052
N2  -  Introduzione. I soggetti di età infantile con disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DCA), così come gli adulti con disturbo bipolare (DB), mostrano un deficit dell’autoregolazione emotiva che può assumere diverse forme sintomatiche. Se osserviamo i quadri clinici, con un metodo d’indagine evolutivo e processuale, potremmo ipotizzare un continuum tra le due patologie, che ha come elemento di base la disregolazione emotiva appresa e già presente in età infantile in entrambe le patologie. L’intento di questo studio pilota è sostenere l’ipotesi, secondo un approccio esplicativo e non descrittivo, che i DCA e il DB siano possibili scompensi, differenti per manifestazioni sintomatiche e livello d’intensità, di un problema di autoregolazione biologica e psicologica che attiene al modo in cui ogni individuo organizza la conoscenza di sé e del mondo. Materiali e metodi. Sono stati reclutati 51 pazienti di età compresa fra gli 8 e i 18 anni che presentavano un DCA. Almeno uno dei due genitori aveva una diagnosi di disturbo mentale. Tutti i soggetti hanno compilato la Child Behavior Checklist (CBCL) e l’Eating Disorders Inventory (EDI) II. Inoltre, per tutti i pazienti è stata eseguita una valutazione pediatrica utilizzando il BMI come base per discriminare il tipo di DCA presentato. I genitori sono stati suddivisi in due gruppi: soggetti con DB e soggetti affetti da altre psicopatologie. Risultati. Se pure il confronto dei pazienti con DCA e i genitori con DB o senza non abbia dimostrato una differenza significativa in nessuna scala, si evidenziano caratteristiche peculiari tra la patologia presentata dal genitore e le espressioni cognitivo-emotive dei figli. Infatti, i risultati indicano che la scala “problemi del pensiero” della CBCL spiega una buona parte della varianza della Impulsività ottenuta all’EDI e che il fattore dipendente “alto ritiro/depressione” della CBCL abbia sottolineato una significatività statistica per la scala “bassa consapevolezza enterocettiva” dell’EDI. Conclusioni. Lo studio presenta limiti soprattutto per il numero del campione esaminato, ma indica una strada per approfondire i motivi di una significatività negli aspetti legati a regolazioni emotive opposte, l’impulsività e la depressione/ritiro, evidenziando una connessione con le distintive modalità relazionali dei genitori.
ER  -   
