TY  -  JOUR
AU  -  Turchi, Filippo
AU  -  Cuomo, Alessandro
AU  -  Amodeo, Giovanni
AU  -  Favaretto, Ettore
AU  -  Righini, Stefania
AU  -  Mellina, Eugenia
AU  -  La Mela, Carmelo
AU  -  Fagiolini, Andrea
T1  -  La cognizione sociale nel disturbo depressivo maggiore: 
una rassegna sulle basi neurali
PY  -  2017
Y1  -  2017-07-01
DO  -  10.1708/2737.27906
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  52
IS  -  4
SP  -  137
EP  -  149
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/04/27
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/2737.27906
N2  -  Introduzione. Il disturbo depressivo maggiore (MDD) è caratterizzato da un’importante compromissione del funzionamento sociale e interpersonale. Diversi studi recenti di neuroimmagine hanno esaminato uno dei principali domini della cognizione sociale, la comprensione delle emozioni, in pazienti con MDD, nel tentativo di individuarne il possibile substrato neurobiologico. Metodi. Sono stati selezionati e revisionati gli articoli pubblicati fino ad agosto 2016 indicizzati su PubMed e PsycINFO abbinando i termini: “major depressive disorder”, “major depression”, “unipolar depression”, “clinical depression”, “fMRI”, “emotion comprehension”, “emotion perception”, “affect comprehension”, “affect perception”, “facial expression”, “prosody”, “theory of mind”, “mentalizing”, “empathy”. Risultati. Dall’analisi dei risultati emergerebbe complessivamente che pazienti con MDD in fase acuta di malattia differiscono dai controlli sani nel pattern di risposta neurale durante l’elaborazione delle emozioni. Nonostante alcuni studi dimostrino come tali anomalie tendano a normalizzarsi con la remissione sintomatologica, altri evidenziano la permanenza di tali alterazioni anche durante le fasi libere da malattia. Limiti. Le ricerche selezionate esplorano solo una componente della cognizione sociale e non tutti gli studi includono campioni di controllo. Conclusioni. I risultati neurobiologici supportano l’idea che deficit di comprensione emotiva possano essere considerati un elemento clinico rilevante nel modello di malattia dell’MDD, soprattutto nella sua dimensione interpersonale, offrendo possibilità di ricerca e integrazione per nuovi approcci terapeutici.
ER  -   
