TY  -  JOUR
AU  -  Daverio, Andrea
AU  -  Piazzi, Gioia
AU  -  Saya, Anna
T1  -  Il contratto di Ulisse in psichiatria
PY  -  2017
Y1  -  2017-11-01
DO  -  10.1708/2846.28725
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  52
IS  -  6
SP  -  220
EP  -  225
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/2846.28725
N2  -  Nell’ultimo ventennio abbiamo assistito a una sempre maggiore attenzione verso i diritti del malato. Il dibattito in merito al consenso informato e a una nuova ridefinizione della relazione terapeutica è in continua evoluzione. Con questo articolo proponiamo una revisione critica della letteratura a proposito di ciò che viene definito “contratto di Ulisse” o “direttive psichiatriche anticipate”. Con esse ci si riferisce alle volontà che un soggetto esprime in forma scritta o orale in merito ai trattamenti ai quali vuole o non vuole essere sottoposto nel caso in cui fosse impossibilitato a esprimere il proprio consenso. Ciò può accadere in particolare in quei disturbi psichiatrici di serio impegno clinico e andamento remittente-recidivante, come il disturbo bipolare o i disturbi deliranti cronici e schizofrenici. In tale contesto la domanda fondamentale è se il paziente nei periodi intercritici possa o meno lasciare direttive anticipate di trattamento ai propri curanti. Tale aspetto pone una serie di problematiche di natura interdisciplinare. In questo articolo vogliamo mostrare la complessità di tale dibattito, affrontandolo da un punto di vista clinico, etico, giuridico e psicodinamico e sottolineando per ogni ambito i punti di forza e le maggiori criticità delle direttive anticipate di trattamento.
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