TY  -  JOUR
AU  -  Corsini, Giovanni
AU  -  Trabucco, Alice
AU  -  Respino, Matteo
AU  -  Magagnoli, Matteo
AU  -  Spiridigliozzi, Danilo
AU  -  Escelsior, Andrea
AU  -  Amore, Mario
T1  -  La gestione del tabagismo nei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura
PY  -  2018
Y1  -  2018-11-01
DO  -  10.1708/3084.30764
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  53
IS  -  6
SP  -  309
EP  -  316
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/04/30
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/3084.30764
N2  -  Obiettivo. L’obiettivo di questo studio è stato valutare la gestione del problema del tabagismo nei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC), le caratteristiche strutturali dei reparti ospedalieri e come un divieto totale di fumo sarebbe eventualmente accolto da medici e infermieri. Metodo. È stato inviato un questionario di 18 quesiti a risposta multipla, inerente le abitudini dei ricoverati fumatori e i regolamenti interni del reparto, al direttore e al coordinatore infermieristico di tutti gli SPDC italiani (228) al fine di incrementare il tasso di risposta e valutare se il problema fosse percepito diversamente dai due gruppi. Risultati. Hanno risposto 65 direttori e 79 coordinatori infermieristici. A giudizio di entrambi i gruppi, i pazienti fumatori sono compresi tra il 50 e il 100%. La maggior parte dei reparti è chiusa e non tutti dispongono di uno spazio esterno accessibile: anche per questo motivo un divieto di fumo assoluto in reparto è considerato, da entrambi i gruppi, di difficile attuazione. Una percentuale elevata di reparti, almeno il 30%, è risultata sprovvista di una stanza specifica per il fumo. In molti casi il problema è gestito per mezzo di un’autoregolamentazione, principalmente prendendo in custodia sigarette e accendini e concedendo ai pazienti un numero limitato di sigarette giornaliere. Sarebbe tuttavia apprezzato, soprattutto dagli infermieri, un aumento dell’attenzione e delle risorse dedicate a questo problema: vengono citati come provvedimenti utili la possibilità di garantire ai pazienti la terapia nicotinica sostitutiva, il supporto cognitivo-comportamentale, nonché l’organizzazione di eventi e corsi formativi per gli operatori. Nonostante ciò, entrambi i gruppi intervistati rimangono scettici riguardo alla possibilità di applicare un totale divieto di fumo in SPDC. Esiste tuttavia una differenza nella percezione del problema fra direttori e coordinatori. Discussione. L’idea di una politica antifumo in SPDC è ancora rifiutata, in parte a causa del timore non confermato da recenti studi che l’astinenza dal fumo possa peggiorare i sintomi psichiatrici, esacerbare comportamenti violenti o idee e tentativi suicidari, in parte a causa del mancato intervento istituzionale, in parte a causa delle carenze strutturali dei reparti.
ER  -   
