TY  -  JOUR
AU  -  Biondi, Massimo
AU  -  Valentini, Martina
AU  -  Picardi, Angelo
T1  -  Trattamento dimensionale dell’aggressività, impulsività e attivazione: uno studio su pazienti psichiatrici ospedalizzati
PY  -  2020
Y1  -  2020-01-01
DO  -  10.1708/3301.32718
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  55
IS  -  1
SP  -  41
EP  -  46
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/10/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/3301.32718
N2  -  Introduzione. È noto come la maggior parte dei farmaci sia efficace per una varietà di disturbi mentali, anziché per specifiche diagnosi. L’approccio dimensionale è in grado di spiegare la non specificità dell’efficacia dei farmaci, e può proficuamente integrare quello categoriale e consentire di ottimizzare il trattamento. Questo studio ha inteso esaminare l’utilizzo degli antiepilettici, in particolare del valproato, nell’ambito di una strategia di “farmacoterapia dimensionale” per il trattamento di sintomi prominenti di aggressività, impulsività e attivazione. Metodi. In questo studio osservazionale naturalistico, sono stati inclusi 846 pazienti adulti ricoverati in un SPDC. Entro 48 ore dall’ingresso e alla dimissione, sono stati somministrati la Brief Psychiatric Rating Scale (BPRS) e la SVARAD (Scala VAlutazione RApida Dimensionale). Risultati. Si è riscontrata un’associazione significativa tra la prescrizione di un antiepilettico (nella grande maggioranza dei casi valproato) e la presenza di alti livelli di aggressività, impulsività e attivazione. Nei pazienti con alti livelli di queste dimensioni psicopatologiche, l’analisi ha rivelato una maggiore riduzione del punteggio totale della BPRS durante il ricovero nei pazienti trattati con antiepilettici rispetto ai non trattati. Questo risultato è stato osservato anche nei pazienti senza diagnosi di episodio maniacale o misto. Conclusioni. Sebbene svariati aspetti metodologici consiglino grande prudenza e impongano di considerare i nostri risultati come preliminari, questo studio suggerisce che una pratica di “farmacoterapia dimensionale” dell’aggressività, dell’impulsività e dell’attivazione, fondata sull’impiego di farmaci antiepilettici sulla base della loro azione neurobiologica e non della diagnosi categoriale, sia comunemente praticata nel lavoro quotidiano di un SPDC e si associ a un decorso clinico migliore, in assenza di effetti avversi rilevanti.
ER  -   
