TY  -  JOUR
AU  -  Marazziti, Donatella
AU  -  Mucci, Federico
AU  -  Parra, Elisabetta
AU  -  Palermo, Stefania
AU  -  Della Vecchia, Alessandra
T1  -  Cariprazina: dalle affinità recettoriali agli effetti terapeutici. Rassegna nei disturbi dello spettro schizofrenico ed expert opinion
PY  -  2021
Y1  -  2021-03-01
DO  -  10.1708/3606.35843
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  56
IS  -  2
SP  -  10
EP  -  17
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/08/20
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/3606.35843
N2  -  Introduzione. La schizofrenia è un disturbo psichiatrico cronico e grave che compromette significativamente l’adattamento individuale, professionale e sociale. Gli antipsicotici (AP) sono il trattamento di prima linea di questa patologia, in grado di migliorarne il decorso e la prognosi, riducendo il rischio di istituzionalizzazione, al prezzo di numerosi effetti collaterali spesso molto invalidanti. Mentre la maggior parte degli AP sono efficaci sui sintomi positivi, il loro effetto sui sintomi negativi e cognitivi è comunque limitato. Cariprazina, un AP di terza generazione che agisce come agonista parziale dei recettori della dopamina di tipo 2 e 3 con uno spettro d’azione più ampio di altri AP, è stata recentemente approvata per il trattamento della schizofrenia negli adulti. Scopo.  Lo scopo di questo articolo è quello di offrire una rassegna della letteratura e commentare i dati attualmente disponibili sull’efficacia e la tollerabilità di cariprazina nei pazienti schizofrenici, con particolare attenzione ai sintomi target specifici e a quelle popolazioni particolari di pazienti che potrebbero trarre maggiori vantaggi da questo nuovo farmaco, in confronto ai precedenti AP. Discussione.  La letteratura indica che cariprazina è un farmaco significativamente efficace nel trattamento della schizofrenia sia in fase acuta sia di mantenimento, in grado di migliorare i sintomi positivi, negativi e cognitivi, in maniera superiore rispetto ad altri AP. In generale, cariprazina mostra un buon profilo di sicurezza e tollerabilità, con l’acatisia che risulta l’effetto indesiderato più comune. Sebbene siano necessari studi ulteriori per chiarire i possibili vantaggi rispetto ad altri AP, cariprazina sembra rappresentare un trattamento molto promettente nella terapia dei disturbi dello spettro schizofrenico.
ER  -   
