TY  -  JOUR
AU  -  Bellomo, Antonello
AU  -  Magnifico, Giuseppe
AU  -  Corrivetti, Giulio
AU  -  Barlati, Stefano
AU  -  Fiorillo, Andrea
AU  -  Maina, Giuseppe
AU  -  Nicolò, Giuseppe
AU  -  Sampogna, Gaia
AU  -  Veltro, Franco
AU  -  Vita, Antonio
T1  -  La gestione del trattamento a lungo termine del paziente con schizofrenia: risultati di una survey effettuata in Italia
PY  -  2021
Y1  -  2021-11-01
DO  -  10.1708/3713.37042
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  56
IS  -  6
SP  -  289
EP  -  299
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/05/21
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/3713.37042
N2  -  La gestione del paziente con schizofrenia richiede un approccio multidimensionale e integrato tra interventi farmacologici, psicologici e psicosociali. Tra i farmaci antipsicotici, le formulazioni long-acting (long-acting injectable antipsychotics - LAI) si sono dimostrate particolarmente efficaci per la gestione dei pazienti con episodi ricorrenti di malattia e/o con manifestazioni correlate alla parziale o totale non aderenza alla farmacoterapia, così come nel trattamento dei pazienti al primo episodio di malattia. Ciononostante, vi sono numerosi ostacoli nella prescrizione dei LAI nella pratica clinica. Pertanto, l’obiettivo del presente studio è di indagare, nel panorama clinico attuale, l’attitudine degli psichiatri nei confronti dei LAI e di identificare le più frequenti strategie comunicative e prescrittive utilizzate nella pratica clinica. Il campione finale è costituito da 274 partecipanti, reclutati tramite interviste telefoniche (n=257) e online (n=17). I risultati ottenuti hanno dimostrato che: l’utilizzo di interventi psicoeducativi mirati è diffuso nella pratica clinica soprattutto per migliorare l’aderenza al trattamento, il funzionamento sociale e il benessere generale; il coinvolgimento dei familiari/caregiver consente di migliorare l’outcome sull’aderenza al trattamento; gli antipsicotici LAI di seconda generazione sono preferiti rispetto ai depot di prima generazione per via di una comparabile efficacia clinica a fronte di un profilo migliore di tollerabilità cardiovascolare, neurologica, metabolica e generale. L’efficacia dei LAI nella prevenzione delle ricadute viene riconosciuta sia negli esordi di malattia sia nei disturbi cronicizzati. Il target migliore a cui proporre un trattamento LAI è rappresentato da pazienti con scarsa aderenza al trattamento orale, per mancata compliance o per ridotta tollerabilità.
ER  -   
