TY  -  JOUR
AU  -  Marcatili, Matteo
AU  -  Stefana, Alberto
AU  -  Sala, Carlo
AU  -  Conti, Luciano
AU  -  Colmegna, Fabrizia
AU  -  Clerici, Massimo
AU  -  Dakanalis, Antonios
T1  -  I meccanismi antidepressivi ad azione rapida 
della ketamina: stato dell’arte e nuove prospettive di ricerca
PY  -  2022
Y1  -  2022-03-01
DO  -  10.1708/3790.37737
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  57
IS  -  2
SP  -  57
EP  -  66
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/05/10
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/3790.37737
N2  -  Si stima che circa un terzo dei pazienti con disturbo depressivo maggiore (MDD) non risponda adeguatamente ai trattamenti antidepressivi di prima linea e possa essere considerato affetto da depressione resistente al trattamento (TRD). Tra le cause che contribuiscono a rendere la TRD una sfida così impegnativa campeggia una eziopatogenesi non ancora chiarita che rallenta lo sviluppo di nuove opzioni terapeutiche. Nonostante questo, alcuni recenti progressi nel campo della biologia molecolare, quali le nuove tecniche di genome editing e la tecnologia delle cellule staminali pluripotenti indotte (iPSC), promettono di aprire nuove strade in campi centrali anche per la nostra disciplina, quali il disease modelling e la drug discovery. La tecnologia iPSC consente infatti di sviluppare modelli in vitro “paziente-specifici” di diversi disturbi psichiatrici, compreso il MDD, privi dei limiti dei tradizionali modelli animali o post mortem e in grado di migliorare sensibilmente la comprensione degli aspetti eziopatogenetici. Congiuntamente a queste innovazioni nel campo della ricerca di base, la clinica psichiatrica ha preso familiarità con l’impiego di ketamina e derivati nel trattamento della TRD. Sebbene la ketamina sembri avere il potenziale per rivoluzionare l’approccio terapeutico alla depressione, i meccanismi molecolari alla base dei suoi effetti antidepressivi sono solo parzialmente compresi. La tecnologia iPSC rappresenta un buon modello di studio di tali meccanismi, la cui comprensione potrebbe portare allo sviluppo di molecole glutammatergiche più selettive e in grado di condividere la rapidità dell’azione antidepressiva della ketamina, senza presentarne i noti limiti in termini di abuso. Dopo aver descritto i meccanismi d’azione a oggi noti della ketamina e lo stato dell’arte della tecnologia iPSC, si illustrerà un potenziale modello iPSC di TRD derivato da cellule di pazienti affetti da TRD e volto allo studio dei meccanismi antidepressivi ad azione rapida della ketamina in vitro.
ER  -   
