TY  -  JOUR
AU  -  Limpido, Lucilla
AU  -  Russo, Daniele
AU  -  Bersani, Giuseppe
T1  -  Profilo premorboso delle attività circadiane in pazienti psichiatrici: confronto tra soggetti con disturbi depressivi e soggetti con disturbi d’ansia
PY  -  2008
Y1  -  2008-03-01
DO  -  10.1708/341.3972
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  43
IS  -  2
SP  -  91
EP  -  100
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/05/04
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/341.3972
N2  -  Scopo. Lo scopo di questo studio è quello di indagare l’esistenza di un eventuale profilo premorboso circadiano che caratterizzi i pazienti affetti da disturbo depressivo e pazienti affetti da disturbo d’ansia e di valutare le possibili differenze “cronobiologiche” esistenti tra disturbo depressivo maggiore e disturbo di panico. Tale studio si propone, inoltre, di individuare i profili premorbosi circadiani, possibile espressione di una vulnerabilità psichiatrica già presente nel periodo giovanile e adolescenziale. Materiali e metodi. Lo studio è stato condotto presso l’Unità Operativa Complessa di Psichiatria e Psicofarmacologia Clinica dell’Università La Sapienza di Roma. Il campione testato, di età compresa tra i 18 e gli 89 anni, è composto da 91 pazienti affetti da disturbo depressivo, da 89 con disturbo d’ansia e da 88 controlli sani. Ai pazienti e al gruppo dei controlli sani è stato somministrato un “Questionario per l’Osservazione Retrospettiva e di Stato del Comportamento Circadiano”. Le risposte ottenute sono state successivamente elaborate mediante il test del “T di Student”. Risultati. Nei soggetti affetti da disturbi del tono dell’umore e da disturbi d’ansia sono presenti alterazioni delle funzioni biologiche a carattere ritmico in particolare nel ciclo sonno/veglia. Dal confronto tra soggetti con disturbi d’ansia e soggetti con disturbi depressivi emergono delle differenze nei bioritmi durante il periodo adolescenziale, che vanno tuttavia con l’avanzare dell’età assottigliandosi fino a quando i due profili tendono in buona parte a sovrapporsi come possibile espressione del trattamento farmacologico in atto. Discussione. Lo studio evidenzia la presenza sia di differenze statisticamente significative sia di carattere tendenziale nel profilo cronobiologico dei pazienti affetti da disturbi rispetto ai controlli sani.
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