TY  -  JOUR
AU  -  Lombardi, Marco
AU  -  Ortenzi, Roberta
AU  -  Sanna, Jessica
AU  -  Pecorari, Martina
AU  -  Scenti, Maria Chiara
AU  -  Iannini, Cristina
AU  -  Lagrotteria, Brunella
AU  -  Mancini, Cristina
AU  -  Paoletti, Giovanna
AU  -  Nicolò, Giuseppe
T1  -  Emergenza covid-19 e telemedicina: intervento psicoeducativo multifamiliare in contesto forense
PY  -  2023
Y1  -  2023-03-01
DO  -  10.1708/4022.39975
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  58
IS  -  2
SP  -  59
EP  -  69
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/05/21
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/4022.39975
N2  -  Scopo. Lo scopo del lavoro è descrivere l’intervento psicoeducativo multifamiliare svolto presso la REMS “Castore” della ASL Roma 5 in remoto durante l’emergenza sanitaria da covid-19. Metodi. I modelli teorici utilizzati sono stati l’intervento psicoeducativo integrato di Falloon e l’intervento psicoeducativo multifamiliare basato sul problem solving di Veltro. l’intervento psicoeducativo multifamiliare è stato effettuato da giugno ad agosto 2020, per 8 incontri settimanali della durata di 90 minuti, condotti da due tecnici della riabilitazione psichiatrica e da altre figure professionali. Il campione oggetto di studio era costituito da 6 famiglie. L’assessment per i familiari ha previsto: questionario sui problemi familiari, Brief-COPE, questionario sulla salute in generale; agli utenti è stato somministrato The Level of Expressed Emotion Scale per la valutazione dell’emotività espressa. Risultati. L’analisi dei dati ha evidenziato un basso livello di carico soggettivo e oggettivo dei familiari, e una percezione molto alta di essere supportati dal servizio REMS. Ha rilevato, inoltre, stili di coping orientati alla ricerca di soluzioni pratiche e all’accettazione degli eventi e una modalità di comunicazione assertiva. Discussione. Il basso carico soggettivo e oggettivo si può ascrivere alle condizioni di sicurezza implicite all’internamento in REMS e all’assenza di incombenze svolte per lo più dagli operatori. Il ricorso a coping pratici più che emotivi suggerisce un ipercontrollo emotivo o la percezione di uno stigma, con tendenza alla chiusura e isolamento. Conclusione. L’intervento psicoeducativo multifamiliare ha permesso l’instaurarsi di una relazione di fiducia con l’équipe. Le famiglie coinvolte non avevano beneficiato in passato di altri interventi psicoeducativi; emerge, dunque, la necessità di un coinvolgimento precoce nel processo di cura come possibile strumento di prevenzione e gestione delle ricadute e della recidiva di reato.
ER  -   
