TY  -  JOUR
AU  -  Rocca, Paola
AU  -  Giugiario, Michela
T1  -  Ossessività e schizofrenia
PY  -  2008
Y1  -  2008-05-01
DO  -  10.1708/361.4202
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  43
IS  -  3
SP  -  119
EP  -  128
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/08/07
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/361.4202
N2  -  La presenza di sintomi ossessivo-compulsivi nella schizofrenia è stata osservata fin dall’inizio del secolo scorso, ma la loro identificazione nella schizofrenia, la distinzione delle ossessioni dai deliri e dai disturbi formali del pensiero e la differenziazione delle compulsioni dai manierismi e dai comportamenti stereotipati della schizofrenia rimangono a tutt’oggi difficoltose. In questo lavoro presentiamo una revisione delle conoscenze attuali relative alla presenza di sintomi ossessivo-compulsivi e/o disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) nella schizofrenia analizzando, inoltre, se i pazienti con DOC e schizofrenia in comorbilità siano da considerare una specifica categoria di pazienti schizofrenici. Anche se il DOC e la schizofrenia rappresentano due categorie diagnostiche distinte, vi sono numerose sovrapposizioni nelle caratteristiche cliniche e nella farmacoterapia. Dal punto di vista neurobiologico, le aree cerebrali che sembrano essere interessate nelle due patologie (rispettivamente la corteccia prefrontale dorso-laterale e la corteccia orbito-frontale) condividono substrati anatomici e funzionali, quali il lobo frontale, i gangli della base e il talamo. Inoltre, evidenze indicano che il tasso di ricorrenza dei sintomi ossessivo-compulsivi nella schizofrenia è più alto rispetto alla popolazione generale, indicando un possibile legame psicopatologico tra i due disturbi. Infine, studi recenti sottolineano che i pazienti schizofrenici con sintomi ossessivo-compulsivi o DOC abbiano un peggiore outcome e che questo sottogruppo di pazienti necessiti di approcci terapeutici differenti.
ER  -   
