TY  -  JOUR
AU  -  Fagiolo, Denise
AU  -  Pompili, Enrico
AU  -  Sciarretta, Antonio
AU  -  Rosa, Caterina
AU  -  Paloscia, Claudio
AU  -  Pasini, Augusto
T1  -  Uso degli antipsicotici tipici e atipici nel trattamento dell’aggressivitànell’infanzia e nell’adolescenza: revisione sistematica della letteratura
PY  -  2008
Y1  -  2008-05-01
DO  -  10.1708/361.4203
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  43
IS  -  3
SP  -  129
EP  -  144
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/05/31
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/361.4203
N2  -  L’aggressività è una dimensione transnosografica rilevabile in numerosi disturbi psichiatrici a esordio infantile e adolescenziale. Il comportamento aggressivo può essere adattivo (aggressività difensiva) o disadattivo (aggressività patologica, distinta in impulsiva e proattiva) a seconda delle sue finalità e manifestazioni. Le basi neurobiologiche delle condotte aggressive non sono state ancora del tutto chiarite. L’aggressività e l’impulsività sembrano essere influenzate dallo squilibrio tra i livelli di serotonina, che esercita un controllo di tipo inibitorio, e di dopamina, fortemente implicata nell’attivazione comportamentale. Il trattamento psicofarmacologico dell’aggressività prevede interventi in fase di acuzie e di tipo preventivo nella terapia a lungo termine. A tali fini, i farmaci maggiormente utilizzati risultano essere gli antipsicotici tipici e atipici, le benzodiazepine, gli stabilizzatori del tono dell’umore, i b-bloccanti e gli SSRI, impiegati in monoterapia o in combinazione tra loro. Il presente lavoro prende in esame, attraverso una revisione della letteratura scientifica, l’utilizzo degli antipsicotici tipici e atipici nel trattamento dell’aggressività nell’infanzia e nell’adolescenza.
ER  -   
