TY  -  JOUR
AU  -  Spigonardo, Vincenzo
AU  -  Mammana, Leonardo
AU  -  Da Mosto, Delia
AU  -  Khamooshi, Ronak
AU  -  Rondelli, Riccardo
AU  -  Zanutto, Giorgia
AU  -  Rucci, Paola
T1  -  Dall’individuazione di vulnerabilità psicopatologiche alla gestione in rete della progettualità socio-sanitariadi richiedenti asilo e rifugiati: l’esperienza del Servizio di Consultazione Culturale di Bologna
PY  -  2025
Y1  -  2025-01-01
DO  -  10.1708/4437.44266
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  60
IS  -  1
SP  -  27
EP  -  37
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/04/29
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/4437.44266
N2  -  Scopo. Il Servizio di Consultazione Culturale di Bologna (SCC-Bo) è un servizio di psichiatria transculturale attivo dal gennaio 2019 all’interno del Servizio Protezioni Internazionali di Bologna. Dal suo inizio il SCC-Bo ha iniziato a raccogliere dati quantitativi e qualitativi organizzandoli all’interno di un database dedicato all’attività di monitoraggio e di ricerca scientifica del Servizio stesso. Metodi. Lo studio prende in esame le cartelle cliniche di 211 rifugiati o richiedenti asilo inviati al SCC-Bo dal gennaio 2019 al giugno 2023 analizzate mediante le seguenti categorie di analisi: la gravità psicopatologica e il miglioramento clinico (tramite la scala CGI) durante la presa in carico, l’inquadramento diagnostico e la terapia farmacologica. Risultati. Le persone inviate al SCC-Bo da gennaio 2019 a giugno 2023 sono state 211: il 55,9% (n=120) presenta una sintomatologia di nuova insorgenza, di gravità moderata, mentre il 26,1% (n=55) presenta una sintomatologia di insorgenza grave. La categoria diagnostica maggiormente rappresentata è quella dei disturbi dell’umore in associazione o meno con disturbi psicotici (20,8%, n=44) o PTSD (13,3%, n=28). Gli aspetti di gravità clinica sono migliorati nella maggior parte dei casi trattati. Discussione. Il SCC-Bo opera all’interno di un ambito sociale peculiare quale quello del Servizio Protezioni Internazionali di Bologna, dedicato all’accoglienza di richiedenti asilo o rifugiati. Il principale obiettivo del SCC-Bo è quello di ridurre le barriere di cura che caratterizzano tale gruppo sociale fornendo cure psichiatriche, psicologiche e garantendo un servizio di collegamento alle risorse sanitarie locali. I risultati del presente studio convalidano il razionale che questo particolare gruppo possa essere soggetto a disordini psichiatrici maggiori ed essere sfornito di un supporto clinico specifico. Conclusioni. Il SCC-Bo può essere considerato un modello di cura psichiatrica e psicologica appropriato al contesto italiano dell’accoglienza ai rifugiati. Il SCC-Bo mette in relazione le evidenze della ricerca scientifica in psichiatria transculturale con il lavoro psichiatrico e psicologico a favore dei rifugiati e richiedenti asilo.
ER  -   
