TY  -  JOUR
AU  -  Ienco, Giulia
AU  -  Porteri, Corinna
T1  -  Il contratto di Ulisse in psichiatria alla luce della legge n. 219/2017 su consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento
PY  -  2025
Y1  -  2025-05-01
DO  -  10.1708/4509.45087
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  60
IS  -  3
SP  -  130
EP  -  140
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/05/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/4509.45087
N2  -  L’espressione “contratto di Ulisse” è utilizzata nel dibattito biogiuridico contemporaneo per definire una serie di strumenti autovincolanti con cui la persona con disturbo mentale ad andamento remittente-recidivante o ciclico può esplicitare le sue direttive anticipate relativamente alle cure psichiatriche (Psychiatric Advance Directives - PAD), in previsione di una fase di crisi causata dal disturbo durante la quale le preferenze del soggetto possono entrare in conflitto con quelle precedentemente espresse. A differenza di altri Paesi, l’Italia non ha una regolamentazione specifica delle PAD; tuttavia, riteniamo che importanti indicazioni possano venire dalla l. 219/2017 che norma gli strumenti del consenso informato, disposizioni anticipate di trattamento e pianificazione condivisa delle cure. L’obiettivo del presente lavoro è fornire una chiave interpretativa dell’uso dell’istituto della pianificazione condivisa delle cure (PCC) in ambito psichiatrico e così contribuire alla discussione sull’attuazione della l. 219/2017 per persone con disturbo mentale. L’articolo presenta una descrizione delle caratteristiche essenziali delle PAD nel contesto internazionale, ne evidenzia il valore come strumento di autodeterminazione del soggetto e considera ostacoli e facilitatori alle direttive risultanti dalla letteratura sul tema. Muovendo da questi elementi e considerando le specificità della PCC nella l. 219/2017, la PCC viene proposta come strumento per l’espressione anticipata di volontà nell’ambito delle malattie mentali, e specificamente di quelle ad andamento remittente-recidivante o ciclico. Lo studio mostra altresì la necessità di un dialogo interdisciplinare tra ambito bioetico, giuridico e clinico che confermi la sostenibilità della PCC come strumento di autodeterminazione preventiva in psichiatria, anche in riferimento al contratto di Ulisse, e offra le indicazioni necessarie per garantirne l’applicabilità.
ER  -   
