TY  -  JOUR
AU  -  Zaccagni, Michela
AU  -  Colombo, Pier Paolo
AU  -  Aceti, Franca
T1  -  Storia del disturbo bipolare: da Areteo di Cappadocia al DSM-IV e bipolar spectrum
PY  -  2008
Y1  -  2008-11-01
DO  -  10.1708/395.4646
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  43
IS  -  6
SP  -  348
EP  -  360
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/05/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/395.4646
N2  -  La storia del disturbo bipolare ha inizio nella Grecia classica. Il primo a descrivere la melancolia e la mania come due aspetti della stessa malattia è stato Areteo di Cappadocia nel I secolo a.C. Il concetto moderno di disturbo bipolare nasce in Francia con i lavori di Farlet sulla folie circulaire (1851, 1854) e di Baillarger (1854) sulla folie à double forme. Successivamente Emil Kraepelin (1896) ha riunito tutti i disturbi affettivi nella “frenosi maniaco-depressiva”, distinguendo quest’ultima dalla dementia praecox. Il concetto unitario di Kraepelin, tranne qualche eccezione, è stato ampiamente accettato in tutto il mondo. La distinzione definitiva tra disturbi affettivi unipolari e bipolari si deve all’opera di Leonhard (1957), Angst (1966) e Perris (1966) in Europa e di Winokur e Clayton (1967) negli Stati Uniti ed è tutt’ora mantenuta nella nosologia del DSM-IV. I confini del concetto di disturbo bipolare sono stati, inoltre, ampliati con la distinzione dei disturbi schizoaffettivi nelle forme unipolari e bipolari, attraverso la rinascita dei concetti kraepeliniani di stati misti e temperamento e la descrizione del bipolar spectrum. Attraverso l’esame della letteratura classica e moderna abbiamo voluto tracciare la storia del disturbo bipolare ripercorrendo le tappe più importanti della sua evoluzione, per arrivare alla nosologia categoriale del DSM-IV e ai tentativi di un suo superamento.
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