TY  -  JOUR
AU  -  Liberati, Damiene
AU  -  Rasa, Angela
AU  -  Polli, Elisa
AU  -  Ciuffa, Marika
AU  -  Pacitti, Francesca
AU  -  Bersani, Giuseppe
T1  -  Studio del profilo premorboso circadiano del sonno e delle attivitàin pazienti affetti da disturbi depressivi
PY  -  2008
Y1  -  2008-11-01
DO  -  10.1708/395.4648
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  43
IS  -  6
SP  -  370
EP  -  375
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/10/25
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/395.4648
N2  -  Obiettivo. I disturbi depressivi sono alterazioni del tono dell’umore nelle quali intervengono fattori biologici, psicologici, genetici, sociali e culturali. Diversi studi suggeriscono che anomalie a livello dei ritmi circadiani possano essere coinvolte in tali disturbi. Mentre appare certo che tali anomalie siano di estrema rilevanza in una fase acuta di malattia, più limitato sembra invece il numero di studi atti a indagare il profilo generale di attività circadiana in una fase premorbosa di patologia. Metodi. È stato esaminato un gruppo di 206 soggetti affetti da disturbi depressivi secondo il DSM-IV confrontati con un campione di 206 individui sani. Tutti i partecipanti hanno compilato un questionario, finalizzato a raccogliere informazioni sulle principali funzioni biologiche ritmiche. Le differenze a questo livello sono state confrontate utilizzando l’analisi statistica della varianza (ANOVA). Risultati. Nell’“Età Adolescenziale” si è riscontrato, a livello del sonno, un anticipo dell’ora di risveglio di circa 20 minuti nei soggetti depressi rispetto ai controlli. Nell’“Età Giovanile” emerge, invece, una differenza statisticamente significativa (p=0,02) nell’orario di risveglio dei soggetti affetti da un disturbo depressivo rispetto ai sani, risultando mediamente anticipato di 39 minuti. Conclusioni. Si può ipotizzare che alterazioni dei ritmi biologici circadiani concorrano alla genesi dei disturbi depressivi come fattori predisponenti o precipitanti. Potrebbero, inoltre, rappresentare uno strumento in grado di facilitare l’individuazione di soggetti caratterizzati da una particolare vulnerabilità per tali disturbi già in una fase premorbosa della patologia.
ER  -   
