TY  -  JOUR
AU  -  Altamura, Alfredo Carlo
AU  -  Dell'Osso, Bernardo
AU  -  Serati, Marta
AU  -  Ciabatti, Mariateresa
AU  -  Buoli, Massimiliano
T1  -  Recenti acquisizioni sulla neurobiologia della depressione maggiore: una revisione critica
PY  -  2008
Y1  -  2008-07-01
DO  -  10.1708/397.4679
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  43
IS  -  4
SP  -  185
EP  -  207
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/04/27
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/397.4679
N2  -  Nell’ultimo decennio si è assistito a un notevole progresso nell’identificazione dei principali meccanismi neurobiologici alla base della depressione e, sebbene la presenza di anomalie nei livelli e nel funzionamento di neurotrasmettitori quali serotonina, norepinefrina e dopamina sia data per assodata, diversi studi indicano come le monoamine non siano le uniche sostanze a giocare un ruolo chiave nella fisiopatologia della depressione. I segni e i sintomi della depressione, infatti, sono verosimilmente il risultato di modificazioni sia a livello neurotrasmettitoriale che neuroendocrinologico e immunitario e si ritiene che i continui progressi nella ricerca neurobiologica del funzionamento di questi sistemi in depressione porteranno allo sviluppo di nuove classi di antidepressivi quali gli antagonisti dei fattori di rilascio della corticotropina, antagonisti della sostanza P, antagonisti del recettore della vasopressina, ecc. Pertanto, sebbene rimanga da chiarire se le alterazioni a livello dei neurotrasmettitori e dei neurormoni siano la causa o, piuttosto, la conseguenza della malattia depressiva, l’esigenza d’integrare quanto già noto nella neurobiologia della depressione con le più recenti acquisizioni in questo ambito appare di notevole interesse clinico in termini di psicofarmacologia e possibilità di trattamento.
ER  -   
