TY  -  JOUR
AU  -  La Pia, Silvestro
T1  -  Ruolo delle monoamine nella depressione e possibili implicazioni nella gestione clinica delle dimensioni core dell’episodio depressivo maggiore
PY  -  2009
Y1  -  2009-01-01
DO  -  10.1708/401.4718
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  44
IS  -  1
SP  -  1
EP  -  14
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/04/04
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/401.4718
N2  -  La depressione maggiore (DM) rappresenta un disturbo dalla patogenesi multifattoriale, alla cui architettura concorrono sintomi di varia natura: alterazioni del tono dell’umore e altri aspetti primitivamente emozionali (deficit motivazionale, anedonia, ansia); disturbi della sfera ideativa e della cognitività; modificazioni del quadro psicomotorio; distorsioni delle sensazioni corporee e della percezione del dolore; espressioni di ridotta vitalità; perturbazioni neurovegetative e dei ritmi circadiani. Questa ricca fenomenica sottende una complessa modulazione neurobiologica, nella quale un ruolo di primo piano è svolto dalle monoamine cerebrali (MoA) (serotonina, noradrenalina e dopamina). Gli sviluppi della teoria monoaminergica della DM hanno chiarito l’esistenza di interazioni funzionali tra questi neurotrasmettitori, ciascuno dei quali sembra associato con la regolazione di dimensioni psicopatologiche relativamente specifiche del quadro clinico della DM. La conoscenza di questi meccanismi costituisce la base razionale per l’impiego di antidepressivi con diversa selettività di azione sulle MoA e specifici target terapeutici. È possibile che l’attivazione contemporanea di più vie monoaminergiche consenta la risoluzione dei sintomi core della DM e la copertura dei sintomi residui, migliorando l’effectiveness del trattamento, in termini di percentuali di remissione e di qualità della vita dei pazienti.
ER  -   
