TY  -  JOUR
AU  -  Chillotti, Caterina
AU  -  Deiana, Valeria
AU  -  Manchia, Mirko
AU  -  Lampus, Simona F.
AU  -  Ardau, Raffaella
AU  -  Severino, Giovanni
AU  -  Zompo, Maria Del
T1  -  Valutazione della risposta ai sali di litio in pazienti sardi affetti da disturbo bipolare
PY  -  2009
Y1  -  2009-01-01
DO  -  10.1708/401.4720
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  44
IS  -  1
SP  -  28
EP  -  35
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/05/06
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/401.4720
N2  -  Scopo. Il disturbo bipolare (BP) è un disturbo ciclico dell’umore che ha una prevalenza dell’1-2% nella popolazione generale. Il trattamento a lungo termine prevede l’utilizzo dei farmaci stabilizzanti, tra cui il litio rappresenta la prima scelta. L’obiettivo di questo studio è valutare, nell’ambito di un setting naturalistico, l’effectiveness del trattamento con litio, ed evidenziare l’eventuale associazione tra alcuni marker clinici e una migliore o peggiore risposta alla terapia. Metodi. Sono stati studiati 199 pazienti ambulatoriali affetti da BP (secondo i criteri del DSM-IV) in terapia con litio per almeno un anno consecutivo. Il decorso clinico di ciascun paziente è stato rappresentato graficamente tramite il metodo della NIMH Life Chart, a cui è stata applicata la Retrospective Evaluation of Prophylactic Treatment Response Scale. Questa scala valuta la risposta alla terapia stabilizzante discriminando se un eventuale miglioramento sia dovuto effettivamente all’effetto del farmaco in studio o ad altri fattori. Risultati. Il 29% dei pazienti del campione ha raggiunto una risposta completa (Full Responder) alla terapia con litio. La diagnosi di disturbo bipolare II (BPII) si associa significativamente a una buona risposta (p=0,035), mentre la psicosi è la variabile che si associa in maniera più significativa a una peggiore risposta alla suddetta terapia (p=0,0197). Conclusioni. Questo studio conferma l’effectiveness del litio nel trattamento preventivo del BP, suggerendo che anche i pazienti con BPII potrebbero trarne beneficio. Infine, i nostri risultati indicano che la terapia di combinazione o con altro stabilizzante dell’umore potrebbe rappresentare una valida opzione nella gestione clinica dei pazienti che presentano psicosi.
ER  -   
