TY  -  JOUR
AU  -  Rendace, Lidia
AU  -  Foti, Andrea
AU  -  Altavista, Maria Concetta
T1  -  Diagnosi differenziale tra disturbo bipolare e variante comportamentale della demenza frontotemporale: 
il ruolo della valutazione neuropsicologica longitudinale. Un caso clinico
PY  -  2026
Y1  -  2026-09-01
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  61
IS  -  5
SP  -  236
EP  -  241
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/10/08
N2  -  Introduzione. Il disturbo bipolare (DB) e la variante comportamentale della demenza frontotemporale (bvFTD) possono presentare, nelle fasi iniziali, quadri clinici sovrapponibili caratterizzati da disinibizione, euforia e deficit delle funzioni esecutive. La diagnosi differenziale risulta particolarmente complessa quando ai sintomi comportamentali si associa un riscontro di atrofia corticale al neuroimaging. Presentazione del caso. Descriviamo il caso di una donna di 48 anni con diagnosi di DB di tipo I dall’età di 25 anni, inviata per sospetta bvFTD a causa di un declino progressivo delle funzioni mnesiche e disturbi del sonno. Al momento della valutazione (T0), la paziente era in terapia da anni con aripiprazolo, paroxetina, clorpromazina e clonazepam. È stata eseguita una RM encefalo e somministrata una batteria neuropsicologica di secondo livello per valutare la memoria, l’attenzione, le funzioni esecutive, il linguaggio e le funzioni prassiche. L’intero protocollo è stato ripetuto dopo due anni (T1). Al T0, l’analisi ha evidenziato deficit marcati nelle funzioni esecutive, nell’attenzione complessa e nella memoria episodica; la RM ha mostrato un’atrofia corticale di discreta entità in sede fronto-parietale bilaterale. Al follow-up (T1), nonostante il dato strutturale di atrofia, si è osservata una completa normalizzazione del profilo cognitivo, con prestazioni rientrate nei limiti di norma per età e scolarità. Conclusioni. Il miglioramento longitudinale conferma che i deficit rilevati al T0 erano espressione dello stato clinico del DB e non di un processo neurodegenerativo progressivo. Il caso sottolinea l’importanza fondamentale della valutazione neuropsicologica longitudinale e dell’approccio multidisciplinare per evitare diagnosi errate e ottimizzare il trattamento farmacologico dei sintomi affettivi e psicotici.
ER  -   
