TY  -  JOUR
AU  -  Greco, Romy
AU  -  Curci, Antonietta
AU  -  Grattagliano, Ignazio
T1  -  Criminalità minorile: General Strain Theory e il tratto di aggressione proattiva-reattiva
PY  -  2009
Y1  -  2009-09-01
DO  -  10.1708/453.5358
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  44
IS  -  5
SP  -  328
EP  -  336
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/03/14
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/453.5358
N2  -  Lo scopo del presente studio è quello di verificare gli assunti della General Strain Theory (GST) e di ampliare il modello includendo il tratto di aggressione proattiva-reattiva. La GST considera il crimine come una risposta a stimoli di origine esterna (strain) e alle conseguenti emozioni negative, specialmente la rabbia. Tuttavia, esistono anche forme di crimine determinate internamente (strumentali o proattive) motivate da stimoli di origine interna all’individuo. Inoltre, gli individui differiscono nella tendenza a commettere forme reattive o proattive o entrambe di crimine. Con l’obiettivo di arrivare a un modello più completo di crimine, viene verificata l’abilità delle variabili della GST e del tratto di aggressione reattiva-proattiva di predire il comportamento criminale. I partecipanti alla ricerca sono 68 ragazzi d’età compresa tra i 14 e i 19 anni (M=16,94, DS=0,95). Metà dei partecipanti era ristretta presso l’Istituto Penale Minorile “Fornelli” di Bari, l’altra metà era costituita da ragazzi senza precedenti penali, appaiati ai primi per età, genere e livello d’istruzione. Attraverso un’intervista sono stati indagati gli eventi stressanti, la rabbia e i comportamenti criminali messi in atto dai partecipanti negli ultimi tre mesi e nel periodo precedente. Inoltre, è stato misurato il tratto di aggressione reattiva-proattiva. I risultati del presente studio consentono di confermare gli assunti della GST e riconoscono l’utilità di integrare il modello includendo il tratto di aggressione reattiva-proattiva. Gli eventi stressanti vissuti nell’arco di tre mesi influenzano i crimini commessi dai partecipanti nello stesso arco di tempo e anche oltre questo periodo. È emerso che gli individui reclusi erano più inclini a reagire con rabbia e condotte violente agli eventi stressanti rispetto ai non reclusi nonostante il numero degli eventi vissuti nei mesi precedenti dai partecipanti a entrambi i gruppi fosse simile. Infine, i risultati del presente studio confermano che l’aggressione proattiva è un forte predittore del comportamento criminale.
ER  -   
