TY  -  JOUR
AU  -  Buzzanca, Antonino
AU  -  Di Fabio, Fabio
AU  -  Boncori, Lucia
AU  -  Biondi, Massimo
T1  -  Comorbilità psicopatologiche e qualità della vita in un campione di pazienti psichiatrici
PY  -  2010
Y1  -  2010-01-01
DO  -  10.1708/472.5574
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  45
IS  -  1
SP  -  22
EP  -  33
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/05/08
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/472.5574
N2  -  Introduzione. Il riscontro di comorbilità psicopatologiche in pazienti psichiatrici è un dato comune nelle osservazioni epidemiologiche. Il valore delle co-diagnosi è stato criticato, avanzando il dubbio che le co-diagnosi fossero un artefatto indotto da difetti del sistema nosografico e non rispondessero a condizioni reali di maggior disturbo. Scopo della presente ricerca è verificare la presenza di disturbi plurimi dei primi due Assi del DSM-IV in pazienti con esordio psicopatologico di episodi psicotici acuti e ripetuti, quindi esplorare i correlati delle comorbilità con parametri di qualità della vita. Materiali e metodi. Il campione è costituito da 30 pazienti con diagnosi principali appartenenti all’Asse I, considerate categorie di psicosi maggiori, e da 39 volontari, senza precedenti o attuali disturbi psicotici. Sono stati utilizzati due strumenti: un questionario sulla qualità della vita (MOS) e un test psicodiagnostico (TALEIA 400A). Per verificare la maggior frequenza di psicopatologie nei pazienti rispetto al campione di controllo è stata effettuata un’analisi della varianza multivariata; la correlazione bivariata è stata utilizzata per la verifica dell’ipotesi di correlazione negativa tra numero di disturbi per soggetto e punteggio ottenuto al questionario sulla qualità della vita. Risultati. Il gruppo di pazienti ha una frequenza di psicopatologie significativamente maggiore rispetto al gruppo di controllo (p=0,0007); sottogruppi di pazienti caratterizzati da diversa numerosità e tipologia di co-diagnosi appaiono anche significativamente diversi per elevazione generale del profilo e presenza di disturbi del pensiero; la correlazione tra co-diagnosi e qualità della vita è significativa e negativa (r=-0,62, p<0,01). Conclusioni. I dati sono in linea con altri studi che hanno dimostrato l’ipotesi che la comorbilità sia interpretabile come un indice della gravità del disturbo.
ER  -   
