TY  -  JOUR
AU  -  Altamura, Alfredo Carlo
AU  -  Camuri, Giulia
AU  -  Dell'Osso, Bernardo
T1  -  Una revisione critica sul ruolo della durata di malattia non trattata nei disturbi psichiatrici
PY  -  2010
Y1  -  2010-07-01
DO  -  10.1708/518.6199
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  45
IS  -  4
SP  -  197
EP  -  208
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/05/01
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/518.6199
N2  -  Introduzione. La durata di malattia non trattata (DUI) è definita come l’intervallo di tempo tra l’esordio di uno specifico disturbo psichiatrico e l’impostazione del primo intervento farmacologico. Scopo. Scopo del presente articolo di aggiornamento è analizzare la relazione tra la DUI, o la durata di psicosi non trattata (DUP), e una serie di parametri clinici in diversi disturbi psichiatrici, in particolare nelle psicosi maggiori e nei disturbi dell’umore e d’ansia. Ulteriore scopo è quello di analizzare, sulla base della letteratura disponibile, le possibili associazioni tra una DUI maggiore e lo sviluppo di modificazioni neurobiologiche legate alla progressione dei diversi disturbi mentali e correlate negativamente all’outcome degli stessi. Infine, considerando la DUI un parametro modificabile, vengono presentati e discussi una serie di specifici interventi con lo scopo di ridurre tale variabile. Materiali e metodi. È stata effettuata una revisione aggiornata della letteratura rilevante tramite PubMed, confrontando diversi studi che prendessero in considerazione la DUI nei suddetti disturbi. Risultati. L’attuale letteratura indica come una DUI prolungata rappresenti un fattore prognostico negativo, in particolare per la schizofrenia. Tuttavia, un crescente numero di studi suggerirebbe un orientamento analogo anche per i disturbi dell’umore e d’ansia, sebbene siano necessarie ulteriori evidenze in merito. Conclusioni. Nell’ottica di una relazione tra una maggiore DUI e una peggior prognosi non solo nelle psicosi maggiori, ma anche nei disturbi depressivi e d’ansia, occorrerebbe attuare – analogamente a quanto avviene nel campo delle psicosi maggiori – interventi mirati a ridurre la latenza di somministrazione dei trattamenti farmacologici anche in queste condizioni.
ER  -   
