TY  -  JOUR
AU  -  Mondo, Emanuela
AU  -  Bonalume, Laura
AU  -  Del Corno, Franco
AU  -  Madeddu, Fabio
AU  -  Lang, Margherita
T1  -  L’applicazione dell’Asse V di Kennedy a un campione clinico italiano
PY  -  2010
Y1  -  2010-07-01
DO  -  10.1708/518.6201
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  45
IS  -  4
SP  -  214
EP  -  220
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/06/04
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/518.6201
N2  -  Introduzione. L’Asse V di Kennedy o Asse K è uno strumento alternativo alla Scala per la Valutazione Globale del Funzionamento (VGF) dell’Asse V del DSM-IV-TR, considerata da alcuni ricercatori di scarse proprietà psicometriche e di ridotta utilità pratica. L’Asse K, a differenza del VGF, propone un approccio multidimensionale e multiassiale alla valutazione del funzionamento personale, sociale e interpersonale del paziente psichiatrico. Questo studio intende indagare la riproducibilità tra osservatori della versione italiana dell’Asse K attraverso la sua applicazione a un campione psichiatrico. Metodi. L’Asse V di Kennedy è stato somministrato a 180 pazienti in cura presso nove strutture territoriali della Lombardia e del Piemonte. I soggetti sono stati raggruppati in quattro categorie diagnostiche, secondo i criteri del DSM-IV-TR. Risultati. L’analisi dei coefficienti delle correlazioni intraclasse (ICC) delle valutazioni effettuate da due giudici indipendenti ha permesso di rilevare un’ottima riproducibilità per tutte le sotto-scale dell’Asse K (0,633<ICC<0,813). L’effetto della patologia del paziente sui punteggi ottenuti alle diverse sotto-scale è stato confermato dai risultati del test non parametrico di Kruskal-Wallis per campioni indipendenti. Le scale dell’Asse K, a eccezione di quella dei Comportamenti violenti, discriminano significativamente i profili di funzionamento di pazienti con diagnosi differenti. Conclusioni. I risultati di questo studio dimostrano che l’Asse K ha una buona riproducibilità tra osservatori, anche se applicato in contesti clinici differenti e da operatori con diverse qualifiche professionali; le scale permettono di descrivere un utile profilo funzionale del paziente in base alla sua diagnosi specifica.
ER  -   
