TY  -  JOUR
AU  -  Borriello, Adriana
AU  -  Balbi, Andrea
AU  -  Iannucci, Claudio
AU  -  Recchioni, Paola
AU  -  Vincenzoni, Patrizia
AU  -  Mirabella, Fiorino
T1  -  Studio di efficacia nella pratica di un intervento di valutazione e riabilitazione delle funzioni cognitive in soggetti psicotici
PY  -  2010
Y1  -  2010-09-01
DO  -  10.1708/530.6321
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  45
IS  -  5
SP  -  326
EP  -  333
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/05/20
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/530.6321
N2  -  Scopo. Si valutano gli esiti di due interventi riabilitativi: il Training Cognitivo IPT di Brenner associato al Trattamento Usuale (Treatment As Usual o TAU) e il solo TAU, sulle funzioni attentive, mnesiche ed esecutive in soggetti con diagnosi dello spettro sindromico schizofrenico. Si pone particolare attenzione al problem-solving, sia in relazione ai metodi riabilitativi sia all’età dei soggetti: 17-30 anni con 1-3 anni di malattia rispetto agli over 30 anni e 9 o più anni di malattia. Metodi. In uno studio di tipo pre-post a 24 mesi, è stato sottoposto ai due metodi riabilitativi un campione di 77 soggetti valutati con un Protocollo Neuropsicologico e distinti in due gruppi appaiati per diagnosi e gravità di condizione. 37 soggetti (48%) hanno seguito il TAU, 40 (52%) il Training Cognitivo IPT+TAU. I due gruppi sono formati da soggetti sia di 17-30 anni e 1-3 anni di malattia, sia over 30 anni e 9 o più anni di malattia. Risultati e conclusioni. Il Training Cognitivo IPT+TAU si è rivelato più efficace del solo TAU nell’attenzione selettiva, producendo un miglioramento significativo (p<0,05). I due trattamenti riabilitativi hanno prodotto miglioramenti statisticamente significativi (p=0,04-0,001) nella memoria di lavoro, memoria a breve e lungo termine, estensione e fruibilità del magazzino di memoria semantica, abilità logico-deduttive. Nessuna metodologia riabilitativa ha prodotto miglioramenti nella flessibilità cognitiva una volta compromessa. Le abilità logico-deduttive risultano migliorate (p<0,05) nei pazienti di 17-30 anni con 1-3 anni di malattia rispetto agli over 30 anni e over 9 anni di malattia.
ER  -   
