TY  -  JOUR
AU  -  Catanesi, Roberto
AU  -  Carabellese, Felice
T1  -  Suicidio e responsabilità professionale
PY  -  2011
Y1  -  2011-03-01
DO  -  10.1708/626.7309
JO  -  Rivista di Psichiatria
JA  -  Riv Psichiatr
VL  -  46
IS  -  2
SP  -  75
EP  -  88
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2502
Y2  -  2026/04/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1708/626.7309
N2  -  Alcuni recenti pronunciamenti in tema di responsabilità dello psichiatra per suicidio dei pazienti hanno suscitato un vivace dibattito sugli obblighi assistenziali dei servizi psichiatrici pubblici, destando un diffuso clima di allarme fra i sanitari. In discussione in primo luogo i contenuti della “posizione di garanzia” dello psichiatra, in particolare i doveri di “protezione e sorveglianza” in relazione al pericolo di condotte autolesive, richiamati da recenti sentenze della Cassazione non solo quando il paziente si trovava in trattamento sanitario obbligatorio ma anche in regime volontario, in presenza di valido consenso alle cure. Il tema del suicidio richiama inevitabilmente quello della prevedibilità delle condotte autolesive e, soprattutto, della loro prevenibilità; gli Autori mettono a confronto dati di letteratura scientifica in argomento, il modello organizzativo psichiatrico territoriale con i principi dettati dalle sentenze, in particolare con la richiesta di “ulteriori e più rigorose regole cautelari”, ponendo in evidenza la loro difficile sintesi. Un’eventuale applicazione alla lettera delle indicazioni giurisprudenziali farebbe correre il rischio di un cambiamento profondo nella qualità del rapporto psichiatra/paziente. Gli Autori, sforzandosi di adottare il punto di vista degli psichiatri, forniscono infine alcuni consigli operativi con l’obiettivo di contribuire a delimitare una buona pratica clinica secondo un’ottica medico-legale.
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